Con The Wines of Campania, Tom Hyland offre una delle analisi più complete dedicate al vino campano pubblicate in lingua inglese negli ultimi anni, approfondendo territori come l'Alta Campania, i vitigni autoctoni e il patrimonio culturale che caratterizza aree come Pontelatone e i Monti Trebulani.
Tom Hyland e il racconto della Campania del vino
Negli ultimi anni Tom Hyland ha dedicato una parte significativa del proprio lavoro giornalistico alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo della Campania. Attraverso articoli, degustazioni e approfondimenti pubblicati su autorevoli testate internazionali, Hyland ha contribuito a raccontare una regione che custodisce alcuni dei vitigni autoctoni più affascinanti e distintivi d'Italia.
Giornalista, autore e profondo conoscitore del vino italiano, Hyland ha spesso evidenziato come la Campania rappresenti uno dei territori più interessanti del panorama enologico contemporaneo grazie alla straordinaria ricchezza dei suoi vitigni storici, alla diversità dei suoli e alla forte identità culturale che lega il vino ai luoghi di origine.
Questo percorso di studio e divulgazione trova oggi una sintesi nel volume The Wines of Campania, un'opera interamente dedicata alla cultura del vino campano, ai suoi territori e alle varietà che ne definiscono l'identità.
The Wines of Campania
The Wines of Campania racconta la Campania attraverso il vino, intrecciando aspetti storici, culturali, gastronomici e territoriali.
Al centro della narrazione si trovano i vitigni autoctoni che hanno contribuito a costruire nei secoli l'identità enologica della regione. Varietà come Pallagrello Bianco, Pallagrello Nero, Casavecchia, Falanghina e Aglianico vengono analizzate nel loro rapporto con i territori di origine, con la storia locale e con il lavoro dei produttori che ne hanno preservato il patrimonio.
Il libro propone una lettura della Campania non come semplice area produttiva, ma come sistema culturale complesso, nel quale il vino rappresenta una delle espressioni più autentiche del territorio.
Tom Hyland e la valorizzazione internazionale della Campania
Nel corso degli anni Tom Hyland ha dedicato numerosi approfondimenti alla Campania e ai suoi vitigni autoctoni, contribuendo a far conoscere a un pubblico internazionale territori spesso meno noti rispetto ad altre grandi aree vitivinicole italiane.
Attraverso articoli pubblicati su testate come Forbes e Food & Wine, Hyland ha raccontato l'identità del vino campano mettendo in evidenza il valore della biodiversità regionale e il ruolo di varietà storiche come Pallagrello, Casavecchia, Falanghina e Aglianico.
Particolare attenzione è stata riservata ai grandi vini bianchi della Campania, descritti come alcune delle espressioni più originali e distintive dell'enologia italiana contemporanea. In diversi contributi, Hyland ha evidenziato come la ricchezza dei suoli, la presenza di vitigni autoctoni e la forte identità territoriale rappresentino elementi centrali nella crescita del prestigio internazionale della regione.
Alta Campania, Pontelatone e i vitigni autoctoni
Tra i territori che negli ultimi decenni hanno contribuito alla rinascita del vino campano occupa un ruolo significativo l'Alta Campania, area caratterizzata dalla presenza dei Monti Trebulani e da una lunga tradizione agricola e vitivinicola.
In questo contesto si inserisce Pontelatone, territorio storicamente legato alla coltivazione del Casavecchia e del Pallagrello, varietà che per lungo tempo hanno rischiato di scomparire e che oggi rappresentano una delle espressioni più riconoscibili della viticoltura campana contemporanea.
Il recupero e la valorizzazione di questi vitigni hanno contribuito a riportare l'attenzione internazionale su un patrimonio ampelografico di grande originalità, sempre più apprezzato da giornalisti, critici e professionisti del settore.
Il percorso di Cantine Alois
Cantine Alois opera da oltre trent'anni nel territorio di Pontelatone con l'obiettivo di valorizzare i vitigni autoctoni dell'Alta Campania attraverso un lavoro di ricerca, selezione e interpretazione del territorio.
Il progetto avviato dalla famiglia Alois negli anni Novanta ha contribuito alla riscoperta e alla diffusione di varietà storiche come il Pallagrello Bianco, il Pallagrello Nero e il Casavecchia, affiancate dalla coltivazione di Falanghina e Aglianico.
I vigneti aziendali si sviluppano tra l'altopiano vulcanico di Audelino, le colline argilloso-calcaree di Morrone della Monica e le terre del Cesone, in un mosaico di suoli che contribuisce a definire il carattere distintivo dei vini prodotti.
L'attenzione verso la relazione tra vitigno, suolo e territorio ha portato negli anni alla realizzazione di un articolato percorso di studio e valorizzazione dell'Alta Campania, culminato anche nel progetto di zonazione realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell'Università degli Studi di Napoli Federico II.
Il valore di una narrazione territoriale
Il lavoro di Tom Hyland si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale del vino italiano che pone al centro i territori, le persone e le varietà autoctone.
In questo contesto, l'Alta Campania rappresenta uno degli esempi più significativi di recupero e valorizzazione di un patrimonio viticolo storico. Attraverso la riscoperta del Pallagrello Bianco, del Pallagrello Nero e del Casavecchia, territori come Pontelatone e i Monti Trebulani sono tornati progressivamente al centro dell'attenzione di giornalisti, professionisti e appassionati del vino.
Il racconto della Campania costruito da autori come Tom Hyland contribuisce oggi a dare visibilità internazionale a questo patrimonio, rafforzando il legame tra vino, territorio e identità culturale.
The Wines of Campania si inserisce in questa prospettiva come uno strumento di conoscenza e approfondimento dedicato a una delle regioni più ricche di biodiversità vitivinicola d'Italia, contribuendo a consolidare il ruolo della Campania nel panorama del vino contemporaneo.