L’ uomo

Alle pendici dei Monti Caiatini, in uno splendido altopiano che si estende su una superficie di 9 ettari, Michele Alois ha realizzato il suo sogno: il vigneto, la cantina ed una casa rurale borbonica dei primi dell’ Ottocento.

Alto, di corporatura vasta ed asciutta, la faccia come plasmata nella terra, amante dell’aria pura e dei profumi della campagna, nelle sue ore di meditazione nella tenuta di famiglia a Pontelatone, tra i ricordi antichi ed una scommessa nata per gioco, ha innestato le prime preziose marze dell’antico vigneto autoctono di Casavecchia.

Una scommessa che coincide con l’orgoglio della propria terra.

La Repubblica

…”avevo questo piacere della natura, l’ho preso da mio padre che divideva la giornata lavorativa tra il setificio e la vigna”…

La RepubblicaDomenica 20 novembre 2005L’articolo originale
AD Campania

…”la vigna per me è amore, a sessanta e più anni mi sono rimesso in gioco: per fare un buon vino ci vuole uva buona, e per fare una uva buona non bisogna perderla d’occhio: così io non manco mai anche se ho eccellenti collaboratori.”

AD CampaniaEdizioni Condé Nast - n.271 dicembre 2003